Il rinnovarsi del consueto ciclo di Conversazioni dell’Associazione Nexus vede quest’anno il gruppo di lavoro impegnato nell’affrontare uno dei temi più attuali che attraversano la nostra società e le relazioni tra le persone: l’impatto che le nuove tecnologie hanno, a livello macro e micro, sugli individui, sul loro modo di relazionarsi e comunicare, sui vissuti che ne derivano e sulle nuove modalità di “stare insieme”.
In un contesto socio-culturale dove “essere amici” può significare anche non essersi mai incontrati di persona e “aggredire qualcuno” può avvenire anche se le due persone sono lontane molti chilometri di distanza, gli strumenti delle nuove tecnologie touch sono considerati delle vere e proprie estensioni del nostro corpo fisico (cfr. McLuhan M. (1964), Gli strumenti del comunicare, tr. it. Il Saggiatore, Milano 1967; Contri A., McLuhan non abita più qui?, Bollati Boringhieri, Torino 2017): toccarsi via web equivale ormai a considerare tale “tocco” come reale e la costante presenza dei supporti tecnologici che permettono ciò in ogni momento della nostra vita rende il tutto ancora più vivido.
La fluidità tra reale e virtuale diventa in tal senso massima, senza che possa esistere spesso una chiara soluzione di continuità: il risultato di tale “iperconnessione” non può che essere, quindi, una sempre crescente difficoltà a distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è, ma anche purtroppo tra ciò che anche nel virtuale è realmente rischioso da ciò che non lo è.
Ad oggi, infatti, il pericolo è quello di rendere il web il luogo dove tutto è “realmente” possibile: lì si possono mettere in atto più agevolmente aspetti di sé che sarebbe più difficile concretizzare altrove, dando vita ad una “realtà 2.0” dove alcune regole rischiano di non valere più.
Tutto ciò comporta ovviamente molte insidie soprattutto per chi, come i più giovani, i bambini, gli adolescenti, o le persone con fragilità emotive più o meno patologiche, stanno misurando se stessi con la capacità di acquisire un ruolo adulto maturo e responsabile: rispetto delle regole, tutela di se
stessi e degli altri, capacità di relazionarsi in modo sano e positivo, consapevolezza di sé e acquisizione delle proprie responsabilità.
Se questi tratti adulti – sulla cui promozione e sulla cui indispensabilità Nexus lavora da molti anni – per età o per problematiche specifiche dell’individuo non sono ancora stati acquisiti, ecco che il mondo virtuale rischia di dare la falsa illusione che essi, almeno nel web, possano non essere necessari, con le conseguenti derive problematiche e patologiche: cyberbullismo, dipendenze dal gioco virtuale e gioco d’azzardo patologico.
Ma la rete non è solo un luogo di rischio: essa rappresenta anche un ampio ed importantissimo scenario che ha permesso di diffondere la cultura come mai prima d’ora. Le informazioni viaggiano a velocità inimmaginabili fino a pochi anni fa e l’”iperconnessione” può essere intesa anche come capacità di superare in tempi rapidissimi gli ostacoli che la comunicazione poteva trovare un tempo: connessi oltre ogni ostacolo fisico, potremmo dire. Tutto ciò fa sì che la cultura viaggi sul web oggi più che mai e che la rete sia uno strumento fondamentale oggi più che mai per tutte quelle professioni che si fondano sul contatto con il pubblico.
In questo senso, nella consueta ottica di conoscenza e prevenzione, Nexus intende muoversi quest’anno con il suo ciclo di Conversazioni dal titolo: “Reti che curano e reti che ammalano: dalle relazioni reali alle distorsioni del web”, con particolare attenzione non solo ai rischi connessi alla rete, ma anche e soprattutto alle risorse che è possibile attivare per evitare tali rischi e per usare la rete come strumento di cultura, inteso come occasione di incontri positivi e risorsa volta alla promozione della salute.

La cultura che cura.

17 Novembre 2017 | 18:00 - 20:00

Caduti nella rete.

24 Novembre 2017 | 18:00 - 20:00